La fidelity card cos’è e come funziona?

La fidelity card cos’è e come funziona? Anche detta Loyalty card¹ o carta di fedeltà, ormai di uso assai comune, permette ai venditori e ai loro clienti di usufruire di vicendevoli vantaggi. Se con essa, infatti, il venditore riesce ad attirare e a fidelizzare il cliente, rendendolo (mi si permetta di dire) “dipendente” per le ammiccanti offerte proposte, dal canto suo il cliente trovandovi effettiva convenienza economica ed avendo “a prima vista” tutto da guadagnare, è portato a prestarsi ben volentieri al “gioco” di fidelizzazione².

La fidelity card cos'è e come funziona? (foto M. Cuomo - www.nonsolorisparmio.it)

I vantaggi della fidelity card

Ovunque si vada a spendere, anche nei posti più impensabili, ti propongono una carta di fedeltà: supermercati, librerie, compagnie aeree, distributori di benzina, ecc. Un volume di affari enorme se si pensa che i clienti, titolari delle fidelity con una “semplice” registrazione dati possono ottenere: sconti sui prodotti esposti, l’accumulo di punti per vincere premi, un nuovo buono sconto all’emissione dello scontrino sulle spese successive, o più semplicemente offerte personalizzate direttamente a mezzo e-mail.

Fatto è che pur volendo, oggi riesce difficile fare degli acquisti senza che ti offrano sconti e offerte “convenienti”. Uno studio statistico dell’Osservatorio fedeltà dell’Università di Parma, infatti, rivela che negli ipermercati e nei supermercati italiani, il 90% degli acquisti avviene mediante la carta fedeltà.

Un meccanismo spugna, che assorbe una grandissima fetta di mercato, che in questi ultimi anni, si è consolidato e radicato, al punto di divenire ordinario quotidiano. Ma se ci soffermiamo a riflettere, qualche dubbio viene, da ciò una domanda (seppur in controtendenza) sorge spontanea: “Ma la fidelity card cos’è? Possederne una, dieci, cento è davvero così conveniente?”.

Svantaggi della fidelizzazione

A dire il vero, una risposta secca non esiste… per rispondere adeguatamente è quindi necessaria una valutazione generale dei relativi pro e contro. Gli innumerevoli aspetti positivi li abbiamo visti ampiamente in apertura di articolo; ma volendo approfondire, esistono anche dei contro (aspetti negativi)?

Ebbene, se andiamo ad analizzare bene la questione, non possiamo che rispondere: “Si!”. In particolare se dovessi evidenziare uno svantaggio, punterei innanzitutto sulla questione “registrazione“, ovvero il contenuto di informazioni che il consumatore, è tenuto a dare (nero su bianco) al momento della stipula contrattuale (modulo di adesione), per ottenere in maniera del tutto “gratuita” la fatidica card di affiliazione.

In quel determinato frangente, il consumatore (involontariamente) dà un valore alla sua privacy, commisurandola al valore teorico del risparmio che potrà ricavare da quella particolare fidelity card; all’atto pratico, come dire: “Ora rivelo la mia anagrafica, le mie abitudini, i miei gusti, come mi puoi contattare, ecc. (dati previsti nel modulo/questionario di adesione) e tu (fidelizzatore), in cambio mi sconterai tutto ciò che è scontabile!“.

La nostra Privacy svenduta, senza battere ciglio, per una promessa che si consoliderà solo con l’eventuale futuro acquisto di un prodotto messo da quel determinato negozio in promozione, senza pensare che così facendo, si è dato in pasto al sistema, ciò che siamo: le nostre abitudini alimentari, composizione del nucleo famigliare, preferenze in fatto di acquisti, recapiti telefonici ed e-mail di contatto, ecc., un patrimonio di info personali, che poi diventerà materiale di studio e di programmazione per le aziende affiliate, che immancabilmente (a tempo debito), ti contatteranno per vendere o offrire servizi.

E’ quindi importante convincersi che i nostri dati personali sono estremamente preziosi per le società e come tali vanno trattati con dovuta accortezza (mai svenderli), quindi se proprio lo si vuol fare, scegliamo chi ripaga bene con servizi ed offerte valide. A tal proposito, Pietro Giordano, presidente di Adiconsum, in una sua intervista a “Il Sole 24 ore“, con una nota più profonda, asserisce: “Non è un caso che le carte fedeltà si chiamino così: sono strumenti commerciali che usano meccanismi psicologici per attirare e conservare la clientela. I premi, però, non valgono il risparmio che si otterrebbe girando tra più negozi per selezionare i prezzi migliori“.

Alla luce di queste considerazioni, personalmente ci penserei più volte prima di aderire ad un nuovo programma di fidelizzazione, che all’atto pratico potrebbe non dare effettivo risparmio, ma rivelarsi come una vera e propria zappata sui piedi.

Attenzione quindi al risparmio fidelizzato… nel mondo degli affari non si fa nulla per nulla, e una fidelity a prima vista fonte di risparmio, all’atto pratico potrebbe essere uno scomodo boomerang, che ti viene contro nei momenti e nei modi più impensabili con: insistenti telefonate dai call center aziendali, sms pubblicitari sul cellulare, spam nella casella e-mail, ecc.

Occhio quindi, non è tutto oro ciò che luccica! Buon risparmio a tutti!!!

 


Note:

  1. Sono le carte fedeltà: strumenti commerciali utilizzati dalla grande distribuzione per raccogliere dati e fidelizzare i clienti. Emesse nei punti vendita in tempi brevi e senza costi, e danno accesso a sconti, raccolte punti e promozioni esclusive con partner terzi.
  2. Per fidelizzazione si intende il processo di marketing attraverso il quale, con sconti e offerte speciali, si incentivano i consumatori a fare acquisti ricorrenti presso i punti vendita della stessa catena, scoraggiando invece la ricerca di condizioni più convenienti presso altri negozi.

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