Filtri dell’acqua: la pulizia

Cari lettori, vi è mai capitato di riscontrare un leggero abbassamento del flusso d’acqua di erogazione dei vostri rubinetti? Se siete profani del campo idraulico e ciò si fosse verificato, non allarmatevi, è fisiologico.

Con ogni probabilità ciò potrebbe dipendere dalla mancata manutenzione ai filtri, pulizia che comunque dovrebbe essere effettuata, a prescindere, almeno una volta l’anno. In questo brevissimo articolo, spiegheremo come ciò va fatto, senza ricorrere all’aiuto dell’idraulico e di conseguenza senza spendere soldi per eventuali prestazioni di manodopera.

Retina tubolare (foto M. Cuomo - www.nonsolorisparmio.it)

Innanzitutto, va detto che una pulizia periodica ai filtri è necessaria per evitare spiacevoli inconvenienti o nel peggiore dei casi per evitare di trovarvi difronte a una vera e propria calcificazione delle tubazioni.

Se infatti, vi ritrovate in una zona dove l’acqua è relativamente dura (la durezza dell’acqua indica la quantità di ioni di calcio e magnesio in essa contenuti), vi conviene correre ai ripari, programmando un intervento a brevissima scadenza (ancor più, se non lo avete mai fatto), da ripetersi poi periodicamente (magari ogni anno).

A seguire un elenco di massima (tabella regionale di durezza acqua)

  • Abruzzo (Media)
  • Basilicata (Media)
  • Calabria (Medio-Dura)
  • Campania (Medio-Dura)
  • Emilia Romagna (Medio-Dura)
  • Friuli Venezia Giulia (Media)
  • Lazio (Dura)
  • Liguria (Media)
  • Lombardia (Medio-Dura)
  • Marche (Medio-Dura)
  • Molise (Media)
  • Piemonte (Medio-Dura)
  • Puglia (Medio-Dura)
  • Sardegna (Media)
  • Sicilia (Medio-Dura)
  • Toscana (Media)
  • Trentino Alto Adige (Media)
  • Umbria (Dura)
  • Val d’Aosta (Medio-Dura)
  • Veneto (Media)

La durezza dell’acqua nella pratica domestica si evince dalle incrostazioni di calcare che si formano in prossimità di un rubinetto dell’acqua o nei tubi (soprattutto in quelli metallici, un po’ meno in quelli di plastica), a tal proposito, aggiungo che un gocciolamento lento e prolungato nel tempo, oltre al dispendio di acqua, può innescare un fenomeno di calcificazione delle tubazioni, che nel tempo, strato su strato, causa un progressivo restringimento delle tubazioni.

tubo calcificato

Oltre alla pulizia dei filtri posti alla bocca del rubinetto (sempre utili a intrappolare eventuali particelle solide e granuli di silicio), se vi avvalete di rubinetti miscelatori, consiglio vivamente di prendere in considerazione la possibilità di liberare periodicamente anche i filtri (detti a Y), posti a vista, sotto: al lavandino, al bidet ed ai vari lavelli. In particolare, se ritenete che questa pulizia è necessaria, ma non sapete da dove iniziare, spiego a seguire in dettaglio, le relative operazioni da eseguire.

Se notate che il flusso d’acqua è più basso del normale e ciò non dipende dalla manopola centrale dell’acqua o dal filtro ostruito alla bocca del rubinetto (che magari avete appena pulito o sostituito), con ogni probabilità, è necessario intervenire sui filtri a Y. Per far ciò, innanzitutto va detto che per lo smontaggio del filtro a Y, è necessario un grosso cacciavite a taglio. E’ bene inoltre sapere che ogni miscelatore è provvisto di due filtri a Y (uno per l’acqua calda e l’altro per quella fredda).

Filtro a Y (foto M. Cuomo - www.nonsolorisparmio.it)

Queste poi, le semplici operazioni da eseguire per espletare la pulizia di svuotamento di questo particolare filtro: chiudete le manopoline a vite dedicate, poste sul filtro, assicuratevi di averle chiuse azionando il miscelatore nella direzione del filtro (la manopolina chiusa, blocca il flusso d’acqua alla fonte). Per evitare (un comunque improbabile) gocciolamento, predisponete sul pavimento un piccolo recipiente (la prudenza non è mai troppa).

Fatto ciò, aiutandovi con un grosso cacciavite a taglio, svitate il tappo a vite dal filtro ed estraete la retina inox… ripulitela (aiutandovi con un vecchio spazzolino da denti, sempre comodo da tenere nella cassetta degli attrezzi del fai da te) ed eventualmente grattate (con delicatezza) gli eventuali granelli semicalcificati che la occludono.

Tappo e retina (foto M. Cuomo - www.nonsolorisparmio.it)

Se la calcificazione risulta persistente, immergete il filtrino tubolare per una diecina di minuti in un po’ di aceto bianco (al termine ripetete la precedente operazione che risulterà più agevole). A seguire mostro con un ingrandimento la piccola retina tubolare di uno dei miei filtri (in tutta sincerità non ripulivo il filtro a Y da un paio d’anni), e già risultava parzialmente occlusa da granelli semicalcificati.

Retina tubolare per filtri acqua - particolare (foto M. Cuomo - www.nonsolorisparmio.it)

Prima di porre la retina ripulita, nuovamente in sede, ispezioniamo con un dito l’interno della cannula del filtro a Y, con ogni probabilità vi ritroveremo depositata una modesta quantità di granelli residui. Fatto ciò poniamo la retina nel filtro e richiudiamo con l’apposito tappo, allentiamo la manopolina di chiusura flusso ed azioniamo il miscelatore che di certo avrà riacquistato il suo getto originario. Ripetiamo queste semplici operazioni per l’altro filtro.

Questa operazione, che dovrebbe rientrare nell’ordinario periodico e non nello straordinario, vi permetterà di mantenere sempre efficiente ed in forma rubinetti e tubazioni di casa. Il tutto chiaramente a costo zero. Buon risparmio a tutti!!!

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