Viaggi Low Cost
Palermo low cost tra storia, sapori, mercati e qualche piccolo imprevisto
Erano anni che desideravo visitare Palermo. Finalmente, a metà ottobre, insieme a mio figlio Domenico, sono riuscito a ritagliarmi un paio di giorni per esplorare il capoluogo siciliano. Un viaggio condiviso che si è rivelato una continua scoperta tra colori, profumi intensi, una storia millenaria, la straordinaria cordialità della sua gente e qualche spunto critico che voglio condividere con voi.
Se state programmando un viaggio a Palermo cercando di mantenere un occhio al portafoglio senza rinunciare all’autenticità, ecco il racconto dettagliato della mia esperienza, con il bello e il meno bello che abbiamo incontrato lungo la strada.

Va detto subito una cosa: due giorni sono decisamente troppo pochi per poter visitare e apprezzare appieno una cultura profonda e secolare come quella palermitana. Proprio per questo motivo, come spesso ci capita di fare nei nostri brevi viaggi, ci siamo concentrati su itinerari che escono dai circuiti turistici super battuti. In questo articolo non troverete la classica guida preconfezionata o scopiazzata online, ma il racconto sincero e personale delle cose viste e vissute.
1. L’Anima della Città tra Luci e Ombre: Ballarò, il Capo e la Vucciria
I mercati storici sono da sempre il cuore pulsante di Palermo, anche se oggi raccontano una realtà in evoluzione.
- Mercato di Ballarò e Mercato del Capo: Entrambi sono estremamente frenetici, folkloristici e letteralmente presi d’assalto dai turisti stranieri. Tuttavia, va fatta una riflessione: proprio la forte presenza turistica ha portato a un progressivo aumento e “gonfiamento” dei prezzi dello street food, facendo perdere un po’ dell’originale identità popolare di un tempo. Restano comunque tappe imperdibili per la vista e la vivacità.
- La Vucciria: Un discorso a parte merita la Vucciria. Lo storico mercato del pesce è ormai chiuso da circa trent’anni. Oggi il quartiere cambia pelle dal tardo pomeriggio alla notte, trasformandosi in una piazza a cielo aperto ricca di fast food, locali per drink ed energia, dove si raduna la giovane movida notturna.
2. Cultura e Classici Monumentali (a Impatto Zero per il Portafoglio!)
Palermo è una città splendida dal punto di vista architettonico, naturale e culturale. Durante le nostre passeggiate a piedi abbiamo toccato alcuni dei suoi simboli più celebri:
- I Quattro Canti: Passeggiando per il centro ci si ritrova improvvisamente in un vero e proprio “palcoscenico” a cielo aperto: Piazza Vigliena, universalmente nota come i Quattro Canti. Questa magnifica piazza ottagonale è chiamata affettuosamente il “Teatro del Sole” perché, grazie alla sua architettura e all’altezza dei palazzi, la luce solare illumina sempre e comunque almeno una delle sue splendide facciate durante tutto l’arco della giornata. Anticamente questo luogo era il centro nevralgico della vita cittadina, teatro di sfarzose feste barocche.
- La meravigliosa Fontana della Vergogna, un incanto per gli occhi a costo zero. È un’imponente fontana rinascimentale a pianta circolare decorata con gradinate, giochi d’acqua e oltre quaranta statue in marmo bianco raffiguranti divinità, ninfe e mostri marini nudi. Deve il suo soprannome popolare proprio alla nudità spregiudicata delle sue sculture, che in passato scandalizzò i palermitani e le suore del vicino convento di clausura.

- La Cattedrale di Palermo: Un capolavoro che fonde stili diversi. Consiglio Low Cost: L’accesso alla navata principale della Cattedrale è completamente gratuito, perfetto per chi vuole ammirare la maestosità del tempio senza spendere nulla.
- La Cappella Palatina: Situata all’interno del Palazzo dei Normanni, con i suoi mosaici dorati bizantini. Nota per i colleghi: Se siete giornalisti, ricordatevi il tesserino aggiornato; grazie alle agevolazioni per la stampa ho potuto accedere gratuitamente.

Parchi storici, musei economici e angoli di cultura urbana
Proseguendo il nostro itinerario a piedi, abbiamo scoperto altre meraviglie imperdibili che uniscono natura, scienza e riqualificazione urbana:
- Il Gigante Verde di Villa Garibaldi (Piazza Marina): In questo storico giardino abbiamo avuto la fortuna di ammirare un vero e proprio prodigio della natura: il secolare Ficus macrophylla (piantato nel 1864). È riconosciuto come l’albero con la chioma più grande d’Europa (oltre 50 metri di diametro e 10.000 metri cubi di volume fogliare!), capace di affascinare chiunque con la sua imponente rete di radici aeree che scendono a terra come colossali colonne.


- Il Museo Zoologico Pietro Doderlein (la gemma a 1 Euro): Fondato nel 1863, è il più importante museo zoologico siciliano. Con un biglietto dal costo simbolico di appena 1 euro a persona, offre un’esposizione scientifica eccezionale con mammiferi, volatili e oltre 1.200 esemplari della fauna sottomarina del Mediterraneo. Una tappa entusiasmante sia per me che per Domenico.

- I Bibliochioschi Urbani: Con mio grande compiacimento, passeggiando per le vie della città ho notato un bellissimo bibliochiosco. Si tratta di una meravigliosa iniziativa pro-cultura che riqualifica vecchi chioschi urbani trasformandoli in punti di bookcrossing: scambio di libri e diffusione culturale completamente gratuita per cittadini e passanti. Un segnale di grande vivacità sociale e amore per i libri!

L’Arte nei Dettagli: Tra Splendori del Passato e Memorie Popolari
Camminando per Palermo è facilissimo imbattersi in oggetti d’arte e dettagli architettonici che raccontano i lustri, la raffinatezza e la grande storia di un tempo, così come testimonianze più recenti della vita popolare. Tra le tante cose che hanno catturato la mia attenzione e che ho avuto la fortuna di fotografare, vi segnalo tre chicche imperdibili:
- La Base in Bronzo dei Candelabri del Teatro Massimo: Un dettaglio di fusione artistica e maestria artigianale d’altri tempi che adorna l’ingresso del celebre teatro lirico.

- La Pregevole Cantoria Lignea di Santa Maria della Pietà: Situata nel cuore dello storico quartiere Kalsa, questa chiesa barocca custodisce un’opera in legno finemente intagliata che lascia senza fiato.

- I Carretti Siciliani e le Ape Car in “Pensione”: Pregni di fascino e altamente fotogenici raccontano silenti la storia della Palermo che fu; con fini decorazioni dipinte a mano, questi custodi della memoria oggi riposano tra i vicoli o all’ingresso dei negozi raccontando un frammento di storia visiva della Sicilia di qualche decennio fa.

Tesori Nascosti tra i Mercatini dell’Usato e delle Pulci
Da grande appassionato di antiquariato, collezionismo e recupero di oggetti antichi, quando viaggio non perdo mai l’opportunità di ritagliarmi qualche ora per esplorare i mercatini delle pulci e dell’usato locali. Tra i banchi palermitani l’occhio attento può scovare autentici piccoli tesori con un investimento di pochi spiccioli.
In questa occasione ho portato a casa due bellissimi ricordi:
- Una tartarughina in pietra lavica dell’Etna: Un piccolo e delizioso souvenir artigianale scolpito nella pietra vulcanica siciliana.
- Un rarissimo blocchetto intonso di “Carta da Pipa Holland“: Un introvabile frammento di storia della tabaccheria italiana d’epoca (risalente con buona probabilità agli anni ’50-’60 e legato allo storico marchio Savinelli), conservato in condizioni perfette per la mia collezione personale.
3. Street Food, Pasticceria e Birre Tipiche: Mangiare (e Bere) Dove Vanno i Residenti
In viaggio la nostra regola d’oro è sempre una: mangiare e bere dove vanno i residenti per evitare le classiche e costose trappole per turisti.
L’offerta salata (ottima anche per vegetariani)
Da vegetariano temevo di trovare poca scelta, invece la cucina palermitana offre tantissimo: arancine alle verdure o al burro, panelle (frittelle di farina di ceci) e cazzilli (crocchette di patate).
Mio figlio Domenico si è invece immolato per la causa assaggiando il celebre panino con la meusa (pani câ meusa), servito con l’immancabile spruzzata di limone per sgrassare il sapore. Pur essendo una ricetta povera nata dal recupero delle frattaglie, Domenico mi ha confermato quanto sia una pietanza ricca e prelibata.

Bevande e Birre Autoctone: Anche nel bere abbiamo voluto valorizzare le eccellenze del territorio: ci siamo concessi birre tipiche di produzione siciliana come la storica Birra Messina e la Semedorato (birra artigianale a filiera corta prodotta con malto d’orzo locale a Riesi). Un piccolo gesto che ci ha permesso di assaporare la Sicilia autentica e sostenere al contempo i brand locali.
La Pasticceria: il consiglio per risparmiare
Per la pasticceria ci siamo rivolti a un ottimo panificio e biscottificio di quartiere, un’alternativa originale e decisamente più economica rispetto alle tappe turistiche più famose (come I Segreti del Chiostro al Monastero di Santa Caterina). Cannoli, biscotti tradizionali e brioche con il tuppo presi nel panificio rionale erano fenomenali, freschissimi e a prezzi modici.

4. La Nota Dolente: L’Odissea del Bus 812 e l’Omaggio a Santa Rosalia
Tra le tappe previste c’era il Santuario di Santa Rosalia, incastonato nella roccia del Monte Pellegrino. Qui purtroppo abbiamo riscontrato l’unica nota stonata del viaggio: una falla evidente nell’organizzazione dei trasporti pubblici.
Arrivati alla fermata (di Piazza Politeama) con ampio margine di anticipo per la corsa del bus 812 delle 07:56, abbiamo atteso oltre 40 minuti senza alcuna notizia del mezzo. Lì, oltre a vedere sfilare decine e decine di bus 101 (utili per la stazione centrale), abbiamo scoperto a nostro malincuore che l’812 è l’unico autobus di linea che sale e scende dal monte.
Considerando che il bus impiega mediamente circa 35 minuti per raggiungere il Santuario ed altrettanti per ritornare in città, la frequenza delle corse risulta del tutto insufficiente: un vero e proprio collo di bottiglia che dimostra come il Santuario sia purtroppo troppo poco servito dal trasporto pubblico locale.

Alla fine, per Santa Rosalia abbiamo dovuto desistere. Tuttavia, per pura e sincera devozione alla Santa, ho voluto comunque portare a casa un ricordo speciale: l’effigie della Santa dipinta a mano da una bravissima artigiana palermitana su una calamita da frigo per la mia collezione personale. Portare a casa un piccolo gadget meno economico, anziché un souvenir industriale d’importazione, è una mia scelta etica e consapevole mirata a sostenere concretamente l’artigianato locale.
Il consiglio Salva-Tempo: Il Santuario e il panorama su Palermo meritano assolutamente la salita, ma se avete orari stretti valutate un taxi condiviso con altri viaggiatori per non rischiare di perdere ore preziose alla fermata.
5. Il Clima, l’Accoglienza e il Feeling della Città
Il nostro soggiorno di metà ottobre ci ha regalato un clima piacevolissimo. Il popolo siciliano si è confermato molto espansivo, cordiale e socievole, con un calore umano molto simile a quello napoletano che ti fa sentire subito a casa.
Dal punto di vista urbano, la città è bellissima ma mostra ancora qualche contraddizione, con un po’ di incuria e sporcizia che si nota soprattutto nelle zone più periferiche.
Sicurezza e vivibilità di sera: Passeggiando a piedi di sera tra i vicoli del centro storico, la città ci è sembrata ragionevolmente sicura. La presenza costante e visibile di molte pattuglie di Polizia e Carabinieri garantisce un’ottima percezione di sicurezza per i turisti e i passanti.

6. Info Pratiche: Voli, Collegamenti e Dove Dormire
Per chi vuole organizzare un soggiorno simile al nostro, ecco tutti i dettagli logistici che ci hanno permesso di risparmiare tempo e budget:
Il Volo e il Collegamento dall’Aeroporto
Per il viaggio abbiamo scelto un volo A/R con EasyJet. Grazie a una scelta strategica degli orari, siamo riusciti a godere di ben due giornate piene a fronte di una sola notte di pernottamento: siamo arrivati a Palermo alle 08:00 del lunedì e siamo ripartiti alle 21:00 del martedì successivo ad un costo veramente esiguo.
- All’andata (Bus Navetta): Dall’Aeroporto Falcone-Borsellino al centro abbiamo preso la navetta Prestia e Comandè a 6,00 euro a persona. Opzione comoda e puntuale.
- Al ritorno (Treno): Per il rientro dal centro storico all’aeroporto ci siamo affidati al treno (dalla Stazione Centrale). Il servizio è comodissimo, con corse all’incirca ogni ora, al prezzo di soli 6,80 euro a testa. Un’ottima alternativa per evitare il traffico cittadino.
Dove Alloggiare: il B&B “Ai Bastioni del Massimo”
Trovare la sistemazione giusta è il primo passo per un perfetto soggiorno low cost. Per la nostra notte a Palermo abbiamo scelto il B&B “Ai Bastioni del Massimo”, e non potevamo fare scelta migliore.
- Posizione strategica: in pieno centro storico, a pochi passi dal Teatro Massimo e dal Mercato del Capo, e a soli dieci minuti a piedi da Ballarò.
- Prezzo affare: sfruttando lo sconto Genius (livello 3) su Booking, e l’inizio settimana, abbiamo bloccato una camera per una notte alla modica cifra di soli 56 euro in due.
- L’accoglienza: il signor Giuseppe, l’host della struttura, ci ha accolti con gentilezza e cortesia, regalandoci preziosi consigli sulla città.

FAQ – Domande Frequenti per Un Viaggio Low Cost a Palermo
1. Come ci si sposta dall’aeroporto Falcone-Borsellino al centro di Palermo?
Si può optare per il bus navetta Prestia e Comandè (6,00 euro a persona) oppure per il treno regionale (6,80 euro a persona), entrambi comodi, economici e frequenti.
2. Quanto si spende mediamente per mangiare a Palermo?
Se si scelgono i panifici di quartiere e lo street food lontano dai banchi più turistici, i costi sono contenuti: 1,50€ – 2,50€ per un’arancina, 2,50€ – 3,50€ per un panino tipico e circa 2,00€ per un cannolo fresco.
3. Quali attrazioni si possono visitare gratis o a pochissimo prezzo?
La navata principale della Cattedrale di Palermo, i Quattro Canti, Piazza Pretoria e la maestosa ombra del Ficus monumentale di Villa Garibaldi sono accessibili gratuitamente. Tra i musei a pagamento economico spicca il Museo Zoologico Pietro Doderlein ad appena 1 euro.
4. Palermo è una città sicura da girare a piedi?
Sì, passeggiando nelle vie del centro storico e tra i principali quartieri la città risulta ragionevolmente sicura, grazie anche al capillare presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine. Va da sé che oggigiorno prudenza e occhi aperti sono sempre indispensabili, a prescindere dal luogo in cui ci si trova.
Itinerari in Italia (Rubrica)

Fondatore e Direttore Responsabile di NonSoloRisparmio.it
Giornalista pubblicista (OdG n. 146480) ed editore web. Già fondatore nel 2002 di liberoricercatore.it, dal 2016 gestisce NonSoloRisparmio, dedicandosi a guide pratiche su economia domestica, risparmio sostenibile e tutela del consumatore.







Buongiorno,Maurizio,volevo innanzitutto rinnovarti i complimenti per l’articolo che ho letto tutto d’un fiato-:neanch’io sono stato mai a Palermo e leggere la descrizione del viaggio ,sia pure in una forma sintetica ma,al tempo stesso,molto dettagliata,mi ha fatto immedesimare di essere in viaggio insieme a voi.Tra l’altro ci sono itinerari di cui non sapevo nemmeno l’esistenza e la storia come il Ficus con la chioma più grande d’Europa e tante piccole curiosità e suggerimenti che ci dispensi ad ogni articolo.Il mio augurio è quello che tu possa sempre raccontarci la bellezza,la storia, le tradizioni del nostro Bel Paese e non solo ,regalandoci preziosi consigli intelligenti ed ecosostenibili.Un caro saluto.
L’appassionata e coinvolgente racconto sulla bella città di Palermo fatto da Maurizio Cuomo a termine del suo breve tour nella bella capitale siciliana, fa risvegliare il desiderio, per quanti come me, mancano da queste meravigliosa città mediterranea da diversi anni. Sono stati risvegliati ricordi assopiti, è stata data una spinta per riviverli in questo scorcio della vita gustandone lentamente, come si fa con una granita o con un cannolo. Assaporare, con l’esperienza dell’età, scorci, cultura, paesaggi, storia millenaria. Oh Palermo quanto mi manchi! Vi sono stato diversi mesi nel secolo scorso da militare, quando nel movimentato porto, con una nave cisterna della M.M.si caricava acqua da distribuire nelle isole, dalla vicina Ustica alla lontana Lampedusa. Mi ricordo l’emozione che si provava, quando al tramonto si salpava ammirando la città e la costa che man mano si allontanavano, incorniciate da dorati raggi del sole che si riflettevano sui palazzi e su Monte Pellegrino. Quando stavamo ormeggiati e si andava in franchigia, accompagnati da qualche commilitone siciliano, si girava per la città, si voleva visitare la cd Piazza delle vergogne pensando chissà cosa per poi restare ammirati dalla bellezza della fontana e delle statue che la coronavano. I miei ricordi sono lontani, forse alcune cose sono cambiate. La Vucciria non era stata ancora invasa dai fast food e rimbombava dei richiami dei pescivendoli. Comunque sono curioso di vedere, sono sicuro in meglio, così come descritto da Maurizio. La bellezza di Monreale con i suoi mosaici e l’austero Cristo Pantocratore, la ricordo ancora bene: uno sfavillio di colori e una mitragliata di sensazioni. Cosa significasse “Pantocratore” me lo spiegò un giovane ufficiale appassionato della città e in considerazione della mia curiosità, che seppur senza basi di studi classici, gli chiedevo chiarimenti sulla storia della città e sui monumenti più importanti.
Un ricordo agghiacciante lo conservo ancora quando visitai, sempre su suggerimento di un commilitone che voleva spaventarmi, il cimitero dei cappuccini con tutte le mummie ancora vestite dei costumi d’epoca ma con il teschio con orbite vuote e rari denti. Ora credo, che ai ragazzi abituati alle sciocchezze di Halloween, non farebbero né caldo e né freddo. Dopo Napoli, la città che amo di più è Palermo così simile e così problematica. Nonostante siano trascorsi molti anni, il ricordo e la nostalgia della Sicilia sono presenti, i primi un po’ offuscati, la seconda me l’ha fatta risorgere con più forza Maurizio Cuomo. Ho dato la stura ai ricordi cercando di grattare via la polvere dell’oblio per portarli alla luce. Per quanto riguarda la nostalgia, cercherò di vincerla tentando, con mia moglie, di organizzare una, seppur fugace visita a Palermo e, siccome non guido più, imbarcandomi a Napoli sul traghetto. Riempire il “carusiello” per concretizzare il sogno e, con i ricordi del passato, fare un salto nella realtà che, sono certo, non mi deluderà. Se troverò qualcosa di negativo, sarò indulgente come lo sono per Napoli. Grazie Maurizio!
Come al solito i tuoi articoli sono sempre molto interessanti, manco da Palermo da diversi anni ma, con il tuo articolo, mi hai fatto rivivere le atmosfere di quei giorni che avevo riposto nel cassetto dei ricordi, complimenti davvero…