Terremoto: prima, durante e dopo!

Nonsolorisparmio.it vanta numerose rubriche tra cui “Tutorials“, sezione nella quale di tanto in tanto mi capita di sottoporre delle brevi guide, i cui suggerimenti sono utili ad organizzare meglio ed in maggiore sicurezza lo svolgimento della nostra vita quotidiana. Molti ricorderanno “Come conservare i farmaci“, “Prevenire i furti in casa“, ed altri interessanti articoli di questo genere, in tutta sincerità, però, mai avrei pensato di scrivere per “Tutorials”, un articolo che trattasse  anche il terremoto e i tanti rischi ad esso connessi.

Terremoto - prima, durante e dopo(www.nonsolorisparmio.it)

La buona informazione, come sovente mi è capitato di scrivere, non è mai troppa ed i disastrosi eventi sismici che in questi giorni hanno colpito le regioni del Centro Italia, mi impongono, se non altro di diffondere ulteriormente il vademecum redatto e messo a disposizione dalla Protezione Civile, una guida su cosa fare in caso di terremoto.

Mai dire mai, quindi, purtroppo, la nostra è una nazione fortemente interessata da eventi geodinamici e di conseguenza è e potrebbe essere soggetta anche nel prossimo futuro a manifestazioni sismiche. Una semplicissima occhiata alla pagina “Terremoti in Italia” di Wikipedia, vi darà una veduta d’insieme di quanti e quali terremoti (forti e disastrosi) storicamente è risultata interessata la nostra bella Italia.

Il terremoto di per sè, è un evento sismico imprevisto, causato da movimento lungo le faglie, che in Italia (nazione che ha il primato in Europa), trova maggiori manifestazioni nelle aree della tettonica alpina e appenninica. Ma se questo evento, come si è detto, non ci dà preavvisi, cosa si può fare per non farsi trovare impreparati?

Ebbene, innanzitutto risulterebbe fondamentale un piano di messa in sicurezza degli edifici esistenti, a ciò dovrebbe provvedere lo Stato (con un piano “ad hoc” capillare e funzionale), ma l’Italia, purtroppo, su questa tematica risulta essere poco lungimirante. Inutile dire che questo primo fondamentale passo, dovrebbe essere poi accompagnato parallelamente da maggiori controlli su tutto ciò che viene costruito ex novo, che dovrebbe rispettare gli standard antisismici (quindi controlli più rigidi in fatto di concessioni).

Detto ciò, qualcuno potrà pensare che ciò sia improponibile e che il terremoto quando si verifica, comunque sia, vuole le sue vittime! Nulla di più sbagliato. Vi siete mai chiesti perché in Giappone, nonostante l’altissima sismicità del territorio (in Giappone si verificano sovente fortissimi terremoti), si riesce sempre a minimizzare il numero di vittime?

Ecco a questa precisa domanda non si può che rispondere in maniera decisa che i giapponesi dovendo convivere giornalmente con il rischio sisma, si sono prodigati affinché non venissero presi alla sprovvista… come? Facendo prevenzione sulla sicurezza a 360°! (non per polemizzare si veda qualche riga più sopra ciò che invece dovrebbe, ma che non fa L’Italia). Una prevenzione globale che affonda le sue radici profondissime anche in tema di cultura personale: a scuola, già dalla prima infanzia, i piccoli nipponici vengono indottrinati a dovere e sanno come ci si comporta in caso di terremoto.

A tal proposito, visto che nella nostra Italia (miope e di “memoria corta”) ciò non avviene a livello didattico, è bene che si faccia auto istruzione, da ciò l’importanza di sapere, almeno a grandi linee cosa fare e come comportarsi in caso di terremoto.


Ecco quindi le linee guida diramate in questi giorni dalla Protezione Civile:

PRIMA DEL SISMA: non attendiamo che il terremoto ci colga di sorpresa, il semplice fatto che l’Italia è un territorio sismico, ci dovrebbe in qualche maniera far riflettere e allertare preventivamente, quindi a “bocce ferme”, anche in questo preciso istante, se lo credi, identifica quali sono i posti più sicuri all’interno e all’esterno e tenili bene a mente. A seguire alcuni suggerimenti di massima:

  • Sotto mobili robusti, come per esempio una pesante scrivania o un tavolo.
  • Contro un muro interno.
  • Lontano da dove vetri potrebbero frantumarsi (come nei pressi di finestre, specchi, quadri) o da dove librerie pesanti o altri mobili pesanti potrebbero cadere.
  • All’esterno, lontano da edifici, alberi, linee telefoniche ed elettriche, cavalcavia o autostrade sopraelevate.

DURANTE IL SISMA: il terremoto coglie di sorpresa e durante un sisma si potrebbe perdere lucidità. Studia preventivamente questo vademecum, magari commentalo con i tuoi famigliari, rendendoli partecipi, questi in linea di massima i possibili ripari e ciò come dovresti comportarti in caso di terremoto:

  • Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave.
    Ti può proteggere da eventuali crolli.
  • Riparati sotto un tavolo.
    È pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso.
  • Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore.
    Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire.
  • Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge.
    Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami.
  • Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche.
    Potrebbero crollare.
  • Rimani lontano da impianti industriali e linee elettriche.
    È possibile che si verifichino incidenti.
  • Sta lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine.
    Si possono verificare onde di tsunami.

CHE COSA FARE DOPO LE SCOSSE: superato il momento peggiore e scampato il pericolo, andrà a sfumare il naturale picco adrenalinico, al quale sopraggiungerà il momento della presa di coscienza, dello sconforto e dell’angoscia. Nei limiti del possibile cerchiamo di rimanere lucidi e propositivi, manteniamoci in allerta e osserviamo queste poche altre indicazioni:

  • Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale.
    Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli.
  • Evita di usare il telefono e l’automobile.
    È necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi.

 

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