Influenza 2026: la Campania resta osservata speciale

Influenza 2026: la Campania resta osservata speciale

Influenza 2026: contagi in calo in Italia, ma la Campania resta osservata speciale

( Come stare bene )

Un inverno segnato dall’influenza – La stagione influenzale 2025-2026 sta lentamente avviandosi verso la fase finale, ma i numeri restano impressionanti. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia sono stati registrati quasi 10 milioni di casi di sindromi respiratorie acute dall’inizio dell’autunno.

La buona notizia è che la curva dei contagi è in discesa: nell’ultima settimana monitorata i nuovi casi sono stati circa 620 mila, oltre centomila in meno rispetto alla settimana precedente. Un segnale incoraggiante che indica un progressivo rallentamento della diffusione del virus.

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Influenza intestinale: riso in bianco sì o no?

Influenza intestinale: riso in bianco sì o no?

Influenza intestinale: riso in bianco sì o no? Cosa mangiare davvero contro diarrea e vomito

( Come stare bene )

Febbre, vomito e diarrea sono tra i sintomi più comuni dell’influenza intestinale, una condizione fastidiosa ma generalmente passeggera. In questi casi torna spesso alla ribalta un consiglio “della nonna”: mangiare solo riso in bianco.

Ma è davvero la scelta migliore? Un recente approfondimento di Rai News ha riacceso il dibattito. Vediamo cosa dice la scienza e come affrontare l’influenza intestinale in modo semplice, economico e corretto, senza sprechi e senza false credenze.

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Influenza K: riapertura scuole e rischio ondata di contagi

Influenza K: riapertura scuole e rischio ondata di contagi

Influenza K: con la riapertura delle scuole attesa una nuova ondata di contagi, siamo vicini al picco

( Come stare bene )

Dopo la pausa delle festività natalizie, la situazione influenzale in Italia torna sotto i riflettori. Con il rientro a scuola dopo la Befana, pediatri ed epidemiologi segnalano il rischio concreto di un aumento significativo dei contagi, soprattutto tra bambini e ragazzi, che rappresentano da sempre uno dei principali vettori di diffusione dei virus respiratori.

Secondo molti osservatori, la combinazione di aule affollate, ambienti chiusi e temperature rigide potrebbe favorire una rapida risalita dei casi, tanto che si parla di un possibile avvicinamento al picco stagionale dell’influenza.

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