Lo “Spreco alimentare”

Con forte rammarico apprendo che quasi la metà del cibo prodotto nel mondo (due miliardi di tonnellate circa, in un anno) non viene consumato e finisce nella spazzatura senza essere riciclato.

spreco alimentare

Questa la dura conclusione di un rapporto curato (a gennaio 2013) dalla britannica Institution of Mechanical Engineers (IME) che nelle sue analisi denuncia, quali sono i reali fattori di spreco (per il “mondo sviluppato”: le date di scadenza indicate sugli alimenti, troppo ravvicinate; per il “mondo in via di sviluppo” le pratiche tecniche e agricole arretrate)… Le cifre sono impressionanti; da una nota molto dettagliata emerge che una percentuale altissima (tra il 30% e il 50%) degli alimenti preparati per il consumo, non arrivano mai sul piatto dei consumatori e questo a fronte di una situazione che, secondo le stime ONU, vede in prospettiva una crescente pressione/sfruttamento delle risorse naturali.

L’ONU stima che nei prossimi decenni ci saranno altri 3 miliardi di bocche da sfamare e proprio in considerazione di questo trend l’IME invita a combattere lo spreco sistematico di cibo. Ogni anno in Italia buttiamo 76 Kg di cibo a testa e circa il 25% della spesa per alimenti finisce nella spazzatura di casa. Lo rileva Waste Watcher, l’Osservatorio internazionale dell’Università di Bologna.

La cosa non riguarda naturalmente soltanto i prodotti “finiti”. Nella sola Gran Bretagna, ad esempio, circa il 30% delle verdure coltivate non vengono mai raccolte e questo significa in concreto lo spreco (oltre che delle stesse verdure) di manodopera e qualcosa come 550 miliardi di metri cubici d’acqua utilizzati per innaffiare prodotti che non raggiungeranno mai i consumatori.

Alla luce dei disastrosi dati emersi, non si può che correre ai ripari… ma come? La soluzione è tutt’altro che facile, ma se ognuno di noi, nel suo piccolo, riuscisse ad imporsi quanto prima delle sane regole comportamentali, la problematica risulterebbe sicuramente meno apocalittica. A tal proposito, nella speranza che la presente lettera/riflessione possa raggiungere quante più persone possibili e che esse a loro volta sensibilizzino: amici, parenti e conoscenti, aggiungo a seguire il decalogo del “non sprecare cibo”, nella certezza che possa già da subito risultare utile a tutti i lettori.


Decalogo del “non sprecare cibo”*

stampandolo (ovviamente o su carta riciclata o sul retro di un foglio usato) il seguente vademecum potete appenderlo in cucina per avere sempre ben presenti quei pochi e semplici gesti che fanno la differenza:

1. Stilate una lista di prodotti/ingredienti necessari per la preparazione delle pietanze a voi gradite, utile a pianificare un menù settimanale e a tenere costantemente sotto controllo quello che avete in dispensa e nel frigo.
2. Attenetevi alla lista, tenendola sempre presente o meglio con voi al momento dell’acquisto per non farsi tentare da altro (facendo particolare attenzione alle scadenze dei prodotti che vi accingete ad acquistare).
3. Verificate che il frigo abbia una temperatura ottimale e che faccia il suo lavoro, avendo cura di operare la periodica manutenzione ordinaria (pulizia ed eventuale sbrinamento del vano congelatore).
4. Non buttate via il cibo troppo maturo o ammaccato, seppur l’estetica non sia il top, può essere usato per fare dolci, frullati o zuppe.
5. Realizzate nuove ricette con l’utilizzo degli avanzi (ad esempio il pane raffermo è ottimo per la preparazione di sfiziose bruschette, di polpette e per ricavarne, previa tostatura, del buon pane grattugiato).
6. La disposizione degli alimenti in frigorifero è una vera e propria scienza: facciamo ruotare gli alimenti, spostando sempre a vista quelli più a breve scadenza (così facendo eviteremo di buttare nella spazzatura soprattutto: yogurt, insaccati e carne).
7. Evitiamo di servire porzioni troppo abbondanti, chi vuole potrà servirsi una seconda volta.
8. Comprate solo le quantità di cibo di cui avete bisogno, preferendo sempre e comunque gli alimenti sfusi a quelli preconfezionati.
9. Congelate il cibo fresco o gli avanzi prima che si rovinino, confezionandolo in piccole quantità, o quantomeno porzionandolo in vista di un prossimo possibile riutilizzo.
10. In ultima analisi, se pensate che ciò che avanza non potrà essere riutilizzato in altro modo, potrete sempre trasformarlo in “cibo” per il vostro giardino attraverso un semplice processo di compostaggio.


Note:
*rivisto e ampiamente rielaborato, il presente vademecum è liberamente tratto da: nonsprecare.it

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