Il mio terrazzo: da lastrico solare a spazio da vivere
( Diario di un Terrazzo Vissuto )
Tutto è cominciato da un’esigenza molto pratica: rifare l’impermeabilizzazione e la coibentazione del lastrico solare che copre il mio appartamento. All’epoca quello spazio non aveva altra funzione. Non c’erano piante, zone d’ombra o aree dedicate al relax: era semplicemente una copertura.
Con il passare degli anni, però, quell’intervento tecnico ha finito per cambiare direzione. Da lavori necessari è nato un percorso che ha trasformato il lastrico in un terrazzo vero e proprio.

Non ho fotografie del lastrico com’era prima dell’intervento. Per rendere comunque l’idea della trasformazione, utilizzo questa immagine attuale scattata dall’alto.
Sulla sinistra si vede una porzione del lastrico confinante, ancora nella configurazione originaria e con la sola funzione di copertura; sulla destra, invece, una parte del mio terrazzo così come si presenta oggi, dopo anni di trasformazioni.
Non è una vera foto del “prima e dopo”, ma il confronto rende bene l’idea del cambiamento: da una superficie tecnica inutilizzata a uno spazio vissuto, pavimentato e arricchito dalla presenza di numerose piante.
Il problema che ha cambiato tutto
Col tempo, il mio appartamento sottostante ha iniziato a mostrare i limiti tipici di molti edifici non recentissimi: d’inverno diventava freddo e umido, mentre d’estate il calore si accumulava rendendo gli ambienti difficili da vivere.
A questo si è aggiunto un ulteriore problema: la coibentazione esistente, ormai deteriorata in diversi punti e non più efficiente, rendeva necessaria una sostituzione completa.
Fu allora che iniziai a chiedermi se avesse senso limitarsi a ripristinare il lastrico oppure cogliere l’occasione per trasformarlo in qualcosa di più utile e duraturo.
Da necessità a opportunità
Di fronte alla necessità di rifare completamente l’impermeabilizzazione e la coibentazione, colsi l’occasione per ripensare lo spazio in modo definitivo. Scelsi di realizzare una pavimentazione in cotto che, oltre a garantire durata e praticità, avrebbe reso lo spazio finalmente vivibile.
L’idea non era quella di creare tutto da zero, ma di valorizzare uno spazio già esistente, migliorandone nel tempo funzionalità e comfort. Da allora il lastrico ha smesso di essere solo una copertura e ha iniziato a diventare uno spazio da vivere.
La prima trasformazione concreta
Circa quindici anni fa, con la realizzazione della nuova pavimentazione in cotto, il lastrico solare iniziò finalmente a cambiare identità.
Non si trattava ancora di un progetto strutturato come lo è oggi, ma dei primi passi verso la creazione di uno spazio abitabile e vissuto.
Accanto alla nuova superficie iniziarono ad arrivare anche i primi elementi che avrebbero dato carattere al terrazzo.
Le prime piante arrivarono in modo semplice, quasi spontaneo, con l’idea di rendere l’ambiente meno spoglio e più accogliente. A queste si aggiunsero alcune soluzioni pratiche per vivere lo spazio nelle giornate più calde: un ombrellone, due sdraio e una piccola piscina, pensata per trovare un po’ di refrigerio nelle ore più assolate.
In quello stesso periodo venne installato anche un gazebo con struttura e colonne portanti in metallo, ancora oggi presente, che iniziò a definire una prima vera area d’ombra e vivibilità. Nel tempo, questo elemento, che accoglie un solido tavolo di recupero in legno, è diventato uno dei punti fissi del terrazzo, accompagnandone tutte le successive trasformazioni.
Anche molte delle soluzioni adottate negli anni successivi sarebbero nate con lo stesso criterio: recuperare quando possibile, riutilizzare ciò che era ancora valido e intervenire solo dove realmente necessario.
Era una fase ancora semplice, fatta di soluzioni essenziali e funzionali, ma rappresentava già un cambiamento decisivo: quel lastrico solare stava iniziando a diventare un luogo da vivere.
Ma quella era solo la prima fase. Nei prossimi articoli racconterò le tappe successive di questa trasformazione, realizzata nel corso degli anni con interventi graduali, recuperi e soluzioni semplici, fino al terrazzo che si vede oggi.
Giornalista pubblicista (OdG n. 146480), appassionato di viaggi, escursioni e natura, si occupa di risparmio, economia domestica, ecologia e pratiche sostenibili.
