Giocare all’aperto

Fino ad un quarantennio fa, “l’uscita”, ovvero il vivere all’aperto, rappresentava: svago, divertimento e un ottimo diversivo da alternare alle sedentarie ore trascorse per studio… stare con gli amici, sia per giocare che per condividere qualche ora in comitiva, ci dava modo di staccare la spina in maniera benefica e spensierata. Poi, il progresso tecnologico degli anni Ottanta, e l’avvento delle prime consolle ludiche, mutarono drasticamente le nostre abitudini, risultando essere un diversivo fittizio che ci costringeva a stare comunque seduti tra le mura domestiche. La rivoluzione fu tale che ben presto i videogames furono additati come maggiori detrattori di ore libere: tempo sottratto alle uscite di casa, alla socializzazione e al confronto quotidiano con la realtà che ci circondava… A danno avvenuto, ci si rese poi conto che l’assuefazione era stata tale, che non si poteva più uscire dal pericoloso imbuto del conformismo tecnologico. Oggi questo triste primato è stato surclassato dai social network, dai cellulari e dalla tv digitale, che “piacevolmente” ci obbligano a stare a casa a poltrire davanti ad uno schermo.

bambino tecnologico

Abitudine, figlia dei tempi… che dietro apparente benessere, cela moltissime insidie. Se poi questo modello di vivere, viene a riversarsi sui nostri figli (futuri uomini e donne in fase di “costruzione”), che si sa, prendono esempio dai noi genitori, scopriamo quanto tutto ciò, possa incidere negativamente sul loro apparato psico-motorio. Noi, a suo tempo, abbiamo testato il piacere di una partita di pallone per strada, di una sana pedalata in piena campagna o facendo più semplicemente quattro salti giocando a campanaro, i nostri figli (complice fondamentale la scarsa disponibilità di noi genitori), non avendo nessuna possibilità di confronto, si sono invece adattati a ciò che gli viene offerto: un cellulare, un tablet, un pc e tanta tv. Ma avete mai notato quanto possa essere scaltro un bambino di 5-6 anni alla tastiera di un cellulare? E quanta dipendenza, oggi, loro già abbiano da questi aggeggi tuttofare? Ebbene se vogliamo salvare i nostri figli, invitiamoli a staccarsi da giochi e giochini tecnologici, e offriamo loro la possibilità di una bella uscita di casa… Inutile dire che risulterà difficile, ma vedrete che un po’ alla volta, riuscirete a convincerli, magari approcciando con le altalena e gli scivoli di un parco giochi, un giro in bici, o una salutare camminata in montagna.

giocare all'aperto

Offriamo, quindi un’alternativa sana e diamo possibilità di scelta, affinché i nostri figli possano scoprire cosa significhi vivere all’aperto, possibilità che abbiamo avuto noi a suo tempo, e vedrete che una piccola rivoluzione è ancora possibile!!! Bisogna solo convincersi che i giochi all’aria aperta, e in generale l’attività ludico-ricreativa praticata fuori casa, non solo giova al loro equilibrio psico-fisico, stimola la creatività e facilita la socializzazione, ma è anche essenziale per prevenire alcune malattie attraverso l’attività fisica.

A seguire forniamo 7 ottimi motivi per portare a giocare all’aperto i nostri figli:

Incoraggia l’attività fisica: all’esterno i bambini sono liberi di giocare, ma anche di: correre, saltare e di arrampicarsi. Ci sono opportunità di essere fisicamente attivi che proprio non sono disponibili nella maggior parte degli ambienti interni e chiusi di una casa.

Promuove la socializzazione: i bambini che giocano spesso al parco o nelle aree gioco pubbliche sviluppano una serie di ‘competenze’ sociali e abilità comportamentali che riutilizzeranno da adulti in altri contesti più strutturati, un dono che si rivelerà dunque utile tutta la vita.

Aumenta l’attenzione: molti studi confermano che la frequentazione di ambienti esterni verdi dedicati al gioco riduce i sintomi del Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (A.D.H.D.) un disturbo evolutivo dell’autocontrollo che causa difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività.

Riduce lo stress: trascorrere del tempo libero in spazi aperti e verdi aiuta i bambini a scaricare lo stress, le tensioni e le frustrazioni accumulate durante il giorno favorendo il riposo e il sonno durante le ore notturne, riducendo così lo stress, che purtroppo colpisce anche i bambini.

Aumenta la multisensorialità: durante un gioco all’aperto un bambino utilizza tutti i suoi sensi: tatto, vista, udito, olfatto, gusto. Aprendo alle esperienze di tutti i sensi, aiutiamo il bambino ad imparare a suo modo, ed in modo unico e straordinario.

Fornisce vitamina D: i bambini che trascorrono del tempo fuori regolarmente hanno un sistema immunitario più sviluppato. Secondo l’American Academy of Pediatric, giocare all’aperto è un buon modo per acquisire vitamina D che è molto importante per prevenire molte malattie cardiache, ossee e metaboliche.

Migliora la vista: uno studio condotto dalla Optometry and Vision Science rivela che i bambini che passano più tempo all’aperto sviluppano migliori capacità visive, sopratutto a distanza, rispetto ai loro coetanei abituati a giocare principalmente in casa. L’aver a che fare con profondità di campo variabili e l’esposizione a differenti intensità di luce e ombra rafforzano il nervo ottico.

Servono altre valide ragioni per abbandonare le vecchie, insane abitudini e riscoprire con i nostri figli la gioia di trascorrere qualche ora in allegria all’aria aperta?

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