Come realizzare zone ombreggiate sul terrazzo

Come creare una zona ombreggiata sul terrazzo con materiali di recupero: più fresco, meno spese e zero sprechi

La storia della mia prima zona ombreggiata e di come continuo ancora oggi a migliorarla con il riuso e il fai da te

( Diario di un Terrazzo Vissuto )

Con l’arrivo del primo vero caldo estivo, proprio oggi mi sono ritrovato nuovamente sul terrazzo a montare un telo ombreggiante.

Si tratta del terzo telo che installo, questa volta nella zona sud-ovest, un’area particolarmente esposta al sole nelle ore più calde della giornata.

L’obiettivo è sempre lo stesso: proteggere le piante, rendere più vivibile il terrazzo e contribuire a mantenere più fresco anche il mio appartamento sottostante. La cosa che mi soddisfa maggiormente è che non ho acquistato nulla di nuovo.

Il telo ombreggiante da montare
Il telo ombreggiante da montare

Ombreggiare il terrazzo con il riuso e il fai da te

Da buon sostenitore del riuso, ho recuperato il telo ombreggiante da 3×4 metri utilizzato negli anni precedenti. Lo avevo smontato a fine stagione, ripiegato con cura e conservato in attesa di poterlo riutilizzare.

Dopo diversi anni di servizio mostra qualche piccolo segno del tempo e alcuni lievi strappi, ma nulla che ne comprometta la funzionalità. Anzi, quei segni raccontano la storia di un materiale che continua a svolgere il suo compito e che, proprio per questo, trovo abbia un fascino particolare.

Anche le clip di fissaggio sono state recuperate e riutilizzate.

Facendo due conti, il riuso del materiale esistente mi ha consentito di risparmiare almeno trenta euro per l’acquisto di un nuovo telo e delle clip, oltre al costo del montaggio e al tempo necessario per recarmi in un centro bricolage.

Per qualcuno può sembrare poca cosa, ma è esattamente questa la filosofia che da sempre guida molti dei progetti raccontati su Non Solo Risparmio: utilizzare al meglio ciò che si possiede prima di acquistare qualcosa di nuovo.


Una manutenzione che si ripete ogni anno

Le coperture ombreggianti del terrazzo non rimangono installate tutto l’anno.

Alla fine dell’autunno provvedo sempre a smontarle e a riporle al coperto. Nella mia zona i venti invernali possono essere particolarmente forti e lasciare i teli esposti significherebbe accelerarne l’usura o addirittura ritrovarli strappati alla primavera successiva.

È un piccolo lavoro stagionale che richiede qualche ora, ma che negli anni mi ha permesso di prolungare notevolmente la durata dei materiali.

Quando arriva la bella stagione, invece, i teli tornano al loro posto e il terrazzo riprende lentamente la sua configurazione estiva.


Come nacque la prima zona ombreggiata

Questo intervento mi ha fatto tornare con la memoria ai primi anni del terrazzo.

Dopo la realizzazione della pavimentazione in cotto, mi resi subito conto che il sole rappresentava il principale limite alla vivibilità di questo spazio.

All’inizio utilizzai semplicemente un ombrellone e qualche soluzione provvisoria per creare un po’ d’ombra. Successivamente arrivò il gazebo con struttura metallica che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più longevi del terrazzo.

Fu quella la prima vera zona ombreggiata stabile.

Da quel momento il terrazzo iniziò a essere vissuto in modo completamente diverso: momenti di relax, giochi con i bambini, cene all’aperto e lunghe serate estive divennero parte della nostra quotidianità.

Negli anni le coperture sono cambiate più volte, sono stati aggiunti nuovi teli e nuove soluzioni, ma il principio è rimasto sempre lo stesso: migliorare gradualmente ciò che esiste già, senza sprechi e senza inseguire trasformazioni costose.

Le fotografie che accompagnano questo articolo mostrano proprio l’ultimo intervento realizzato in questi giorni, con il confronto tra la situazione precedente e quella successiva al montaggio del telo ombreggiante.

Come ombreggiare il terrazzo con riuso e fai da te
Come ombreggiare il terrazzo con riuso e fai da te

Una dedica speciale

Vorrei dedicare questa pagina al mio amico fraterno Enzo Cesarano, persona di grande intelligenza e sensibilità, che ama ripetere scherzosamente di non saper piantare nemmeno un semplice chiodo.

La realtà è che il fai da te non è una questione di talento innato, ma di curiosità, pazienza e voglia di imparare. Nessuno nasce sapendo costruire, riparare o realizzare piccoli progetti: si inizia sempre da qualcosa di semplice, un passo alla volta.

Questa esperienza vuole essere anche un piccolo incoraggiamento per lui e per tutti coloro che come lui pensano di non essere portati per il fai da te. Con un po’ di buona volontà, qualche attrezzo e la soddisfazione di vedere il risultato finale, spesso si scopre di saper fare molto più di quanto si immaginasse.

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